Ho
partecipato come coach all’evento “coach in piazza”, dando la
mia disponibilità, animata dallo spirito e dallo scopo del gruppo,
che era quello di incoraggiare le persone, in un momento sociale,
politico ed economico come questo, che stiamo vivendo da tempo.
Abbiamo
incontrato persone desiderose di apportare cambiamenti o valutare le
varie opzioni presenti nella loro esistenza e altre completamente
scoraggiate e in totale balia della negatività e della diffidenza.
Abbiamo
trovato uomini e donne che ci chiedevano cosa stavamo vendendo oppure
se facevamo parte di qualche setta religiosa o credo politico…...
Persone talmente scoraggiate che ritenevano totalmente inutile
rimboccarsi le maniche per fare qualcosa per migliorare la propria
esistenza dato che “tutto va male”.
Di
contro, i giovani ci hanno accolto con curiosità ed entusiasmo,
voglia di parlare, confrontarsi, esprimersi, sentirsi ascoltati e
raccontare le loro esperienze per capire come costruire un loro
futuro e soprattutto come fare per trovare sicurezza e fiducia in sé
stessi.
Non
erano spaventati dal futuro ma affamati di conoscenza, di modalità
nuove e a volte, anche di informazioni pratiche, per emergere, per
sviluppare i loro talenti, i loro sogni e le loro ambizioni.
Ancora
oggi rivedo i volti, i gesti, i sorrisi, gli occhi e le espressioni
di questi ragazzi con i quali ho anche condiviso parte della mia
esperienza e accolto con rispetto e attenzione parte della loro.
Dal
confronto con personalità più mature invece, ho appurato ancora una
volta che, c’è l’abitudine di porre l’attenzione su ciò che
non va, su quello che non abbiamo, su quello che non facciamo, su
ciò che non realizziamo, dimenticandoci delle tante benedizioni che
possediamo. Una sopra tutte è la salute, ma anche avere una persona
accanto che ti ama e ti rispetta, avere un lavoro che ti gratifica o
avere anche dei sogni che difendi, proteggi e coltivi e vuoi
realizzare per rispettare te stesso.
Invito
tutte le persone che nei giorni scorsi hanno parlato con me e con i
miei colleghi coach a nutrire, difendere e coltivare quei piccoli
semi che hanno saputo piantare in loro stessi per farli diventare
alberi con radici forti e così rimanere ancorati a terra; con un
fusto imponente per restare in piedi e rami flessibili per lasciarsi
accompagnare dal vento e adeguarsi in questo modo agli imprevisti e
alle sfide che la vita inevitabilmente ci presenterà.
Le
invito inoltre, a emanare costantemente ossigeno puro dai loro alberi
e dalle loro foglie, per non farsi avvelenare dall’inquinamento
mediatico e dalla negatività mentale puntualmente in agguato.
Ringrazio
le persone incontrate per avere arricchito la mia vita e avermi fatto
dono di momenti di confronto e crescita.
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