Chiara
è convinta di essere intrappolata senza via di scampo in una fobia.
Ha
paura di poter causare del male a se stessa, al marito o ai suoi
bambini, lasciando inavvertitamente aperto il gas.
Leggo
nei suoi occhi lo sconforto per il disagio che sta vivendo,
l'amarezza di non riuscire a trasmettere le sue paure e le sue
emozioni al marito.
Mi
racconta che ogni sera si ripete lo stesso meccanismo.
Arrivata
l'ora di andare a letto, controlla puntigliosamente di aver chiuso il
gas. Poi va in bagno, si prepara per la notte e torna in cucina a
controllare.
Rassicurata,
sistema le ultime cose ma, prima di coricarsi, torna in cucina e
controlla di nuovo.
Intanto
suo marito è a letto che l'aspetta.
Si
sdraia anche lei, legge due righe, ma la tentazione è
incontrollabile, deve alzarsi e tornare in cucina a ricontrollare.
… e
Franco aspetta ...
Ormai
non le dice più nulla, ma lo sguardo con cui l'accoglie in camera,
lascia pochi dubbi.
Spegne
la luce e... irrefrenabile pone la stessa domanda al marito, tutte le
sere, cercando rassicurazione: “Avrò chiuso bene il gas?”
Chiara
non vede alcuna soluzione al suo problema e si sente frustrata perché
non riesce a trattenersi. Ogni sera la stessa storia, lo stesso
terrore, l'immaginario che vola nel buio della camera da letto, a
occhi chiusi, l'esplosione della sua casa e la morte dei suoi
familiari.
Chiara non sa ancora che la sua, non è una fobia, ma semplicemente un comportamento o abitudine che ha imparato e che segue un preciso schema.
Come aiutare Chiara
Partiamo
dalla parola da lei utilizzata, “fobia”e la sostituiamo con
un’altra, “comportamento”.
L’immagine
generata dalla parola fobia viene sostituita con una nuova immagine,
creata dalla parola, comportamento. Chiara inizia a rilassarsi mentre
qualcosa nella sua mente cambia. L’espressione del viso cambia, e
anche la sua postura, è più eretta e più stabile.
Da
qui il passo è breve per capire che, quel comportamento, altro non è
che una serie di azioni che partono da lei.
Come
portare alla luce lo schema di Chiara
Uso
alcune domande. La
prima è semplicemente: “Qual è la prima cosa che fai quando
chiudi il gas?”
Chiara
riflette per un certo tempo e la risposta arriva : “Mi dico, vado a
chiudere il gas”….
La
seconda domanda è: “Subito dopo che cosa fai ancora?”
Di
nuovo la sua mente ripercorre i fatti e dopo qualche attimo
mi da la sua risposta: “Entro in cucina”…
È
importante, che dalla seconda domanda in poi, ogni quesito ripercorra
le operazioni portate a livello conscio. Questo serve per mantenere
Chiara nello stato mentale “chiudere il gas”, ovvero farla
rimanere concentrata sul suo schema.
Un
esempio per chiarire: “la prima cosa che fai è dire
a te stessa, “vado a chiudere il gas”, la seconda cosa che fai è
entrare
in cucina. Ottimo, e subito dopo cosa fai ancora?” e così via,
fino a quando un’azione, della durata di pochissimi secondi nella
mente di Chiara, si trasforma in un percorso che coinvolge tutti i 5
sensi
o quasi.
Riportando
a livello consapevole tutti i passaggi, Chiara scopre che cosa non
funziona nel suo schema…..
Realizza
che alla fine in
tutti i passaggi, la sua attenzione è altrove. La sua mente è
immersa in mille pensieri di tipo pratico-organizzativo: per la casa,
il suo lavoro e i bambini….
Come
risolvere il problema
Lavoriamo
insieme sulla soluzione. Cerchiamo un “ancora”, un elemento che
fissi nella mente di Chiara, il ricordo di aver concluso l'azione.
La
invito a tornare con la mente al momento poco prima di andare a
letto. Le chiedo di guardare
la sua mano mentre fa ruotare la manopola, di percepire
il contatto delle sue dita sul materiale che ricopre la manopola e di
pronunciare,
ad alta voce la frase: “sto chiudendo il gas”, mentre esegue
l’operazione. Infine, le chiedo di affermare, con tono alto e
deciso: “ho chiuso il gas!”.
Alcune
alternative, possono essere le parole
“fatto” o “chiuso” o produrre un rumore
specifico con le mani come far schioccare le dita.
Dopo
qualche tempo Chiara mi contatta e la prima cosa che mi dice è: “Mio
Marito ti ringrazia!!!”. Mi conferma che ora, automaticamente e con
assoluta normalità, chiude il gas sapendo di averlo fatto, non torna
più a controllare e per lei è una vittoria.
Considerazioni:
Una
normale azione quotidiana, eseguita senza attenzione, si è
trasformata nella mente di Chiara in una fobia. Questo problema
causava sofferenza nella sua vita e incomprensione da parte del
marito.
Il
limite di Chiara stava nel non vedere nessuna via d’uscita.
La
svolta è stata quella di fornire un’alternativa alla valutazione
iniziale del suo problema: riconsiderare la sua fobia come uno schema
comportamentale o abitudine inconscia, che aveva imparato,
memorizzato e automatizzato.
La
soluzione è arrivata dopo avere accettato che questo schema,
dipendeva solo da lei e pertanto, era sotto il suo assoluto
controllo. È bastato portare a livello conscio quei singoli
passaggi, (chiamati in sintesi “chiudere il gas”) per scoprire
la spirale che la spingeva a reiterare continuamente lo stesso
comportamento.
Poiché
il cervello umano ama le cose uguali ma impara dalle differenze, il
cambiamento nelle persone avviene in modo veloce.
Nello
schema di Chiara, ciò che ha fatto la differenza, è stato il suono
esterno introdotto come passaggio in più.
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