Spinta al Cambiamento (parte terza)

Siamo guidati dalla realtà o dalla percezione della realtà?
Ieri pomeriggio mi trovavo nel parco dove amo andare a leggere e riflettere non appena il sole e la stagione lo permette. Ero seduta su una panchina di legno con il sole che mi scaldava il viso e ammiravo gli alberi, il prato ricoperto di piccoli fiorellini, i viottoli in terra e sassi.
Mentre ringraziavo di quel momento di pace completamente dedicato a me stessa, sentivo che stavo creando e vivendo una realtà che apprezzavo.
Ad un certo punto, sono arrivati un papà e una bambina di 5 o 6 anni, i quali hanno iniziato a passeggiare finché si sono fermati sotto un bellissimo albero pieno di fiori dove molti petali erano caduti a terra. Voltandosi verso il padre, la bimba ha gridato: “Papà, quanti petali. Sembra il paese dei fiori”.
Ho interrotto la mia lettura e ho iniziato a sorridere in direzione della coppia, riflettendo sulle parole di quella bimba e pensando: “… il paese dei fiori, bella la realtà di quella bambina……”. La piccola nel frattempo rideva, cantava non appena vedeva una farfalla e saltava allegra e spensierata. Io sempre più affascinata e divertita cercavo di immedesimarmi nella realtà che stava vivendo quella bambina.
Poco dopo, la bambina ha chiesto al padre se poteva avere un rametto fiorito della pianta che stava ammirando ma il padre le ha risposto che se toglieva il ramo, poi l’albero avrebbe sentito tanto dolore e avrebbe pianto… la risposta di questo papà mi ha spinto ad immaginare allora la realtà del padre: “Totale rispetto per la natura e voler dare il buon esempio alla figlia? O paura di prendere una multa visto che il parco è un orto botanico con piante rare?” 
 
Ho sorriso all’idea della seconda ipotesi, ma ho scelto di credere che abbia voluto dare il buon esempio che è stato immediatamente confermato dalla pazienza, attenzione e cura con il quale rispondeva alle diecimila domande della piccola. Il mio pensiero è stato che la realtà di quel padre era di trascorre tempo di qualità e di dare la sua completa attenzione alla figlia.
Ad un certo punto, è arrivato un uomo, che visibilmente di malumore, ha iniziato a lanciare improperi e parolacce. Si lamentava del fatto che con questo clima instabile era sempre malato, starnutiva e si soffiava il naso continuando a lagnarsi e arrabbiandosi così ancora di più. Automaticamente, ho continuato il mio esame delle realtà altrui e ho portato la mia attenzione sulla realtà di quel signore fatta di lamentele, rabbia, disagio, malumore e fastidio.
Egli non vedeva la pace della mia realtà, non vedeva la gioia del paese dei fiori della piccola bambina e il momento di adorazione del padre della piccola ma la sua realtà fatta di cose spiacevoli.
Mi sono venute in mente allora le parole di Anthony Robbins:
“Non siamo guidati dalla realtà ma dalla nostra percezione della realtà.”
Non è la realtà oggettiva che ci guida ma quello che noi interpretiamo di quella realtà.
In uno stesso luogo e tempo ci siamo ritrovati in 4 persone: una ragazza, una bimba con suo padre e un uomo, ma ogni persona, in quello spazio/tempo ha vissuto la propria realtà in modo diverso e del tutto soggettivo.
Ognuno consapevolmente o inconsapevolmente in quello spazio/tempo ha costruito e vissuto la propria esperienza interpretandola come realtà e arrivando così a definirla più o meno piacevole.
Questa esperienza mi ha ricordato il percorso che ho fatto verso il cambiamento, quando cominciai a lavorare sull'analisi della realtà. Questa è la mia terza risposta ovverosia il terzo passo verso la mia spinta al cambiamento .
Ho iniziato ad esercitarmi scegliendo consapevolmente di dare il migliore significato possibile agli avvenimenti che mi capitavano nella vita, imparando a non giudicare una diversa realtà, negativa o diversa dalla mia, che nello stesso momento e nello stesso luogo altre persone stavano vivendo.
Ho imparato a restare in silenzio, a distaccarmi per osservare cosa accade alle altre persone, ed infine ad immedesimarmi in loro per cercare di comprendere cosa le spingeva ad essere più o meno felici, più o meno soddisfatte, più o meno in pace.
Mi auguro che questo contributo della mia personale esperienza ti possa essere di stimolo per avere un nuovo o ulteriore punto di vista da cui iniziare ad analizzare la tua realtà e quella degli altri.
A presto
Milena
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